La Sinossi

La Sinossi

Ulisse è naufragato nella Terra dei Feaci.

Giace riverso sulla spiaggia quando viene avvistato dalla principessa Nausicaa e dalle sue ancelle, le quali riescono a rianimarlo e decidono di portarlo alla reggia del re Alcinoo. Rifocillato Ulisse inizia a raccontare il suo lungo viaggio che ha inizio alla fine della guerra di Troia. Dapprima incontra i Lotofagi, popolo di mangiatori di loto. Questi, visti come figli dei fiori anni ’60, accolgono in pace Ulisse e i suoi uomini ed offrono a loro il fiore dell’oblio. Alcuni dei suoi compagni cedono all’effetto della droga, ma Ulisse riuscirà a convincerli a riprendere il mare.

Proseguendo nel tentativo di ritrovare la via di casa incontrano Polifemo, nella nostra opera  visto come un convinto antimilitarista ed ecologista, che non tollera la presenza di quei soldati nella sua grotta e li ipnotizza con la forza dei suoi occhi. L’unico a non cadere vittima del suo potere è Ulisse, il quale tenta di salvare i suoi uomini ubriacandolo per poi accecarlo.

Il viaggio di Ulisse e dell’equipaggio riprende per arrivare alla reggia di Eolo, il dio dei venti proprio mentre è in corso un party, una bella festa alla quale Ulisse viene invitato a partecipare. Eolo dona ad Odisseo un otre nel quale sono racchiusi i venti contrari alla navigazione. Sfortunatamente, però, quando sulla linea dell’orizzonte già avvistano l’isola di Itaca,  i compagni,  credendo che l’otre celi un tesoro, lo aprono liberando i venti sfavorevoli che respingono le navi di Ulisse in alto mare.

Così raggiungono l’isola di Eea dove trovano la seducente Circe, la maga delle apparenze, una sorta di femminista ante litteram che aveva una pessima idea degli uomini. Li usava e li trasformava in animali, maiali, cani, leoni.  In questo caso, però, si invaghisce del protagonista, mentre trasforma il resto della truppa in maiali. Ma il destino li riporta in mare.

Incrociando le Sirene, egli tura le orecchie dei compagni con della cera e si lega all’albero maestro della nave, per ascoltare il loro canto senza cedervi e quindi senza naufragare.

Giungono quindi alla Terra del Sole. Sono stanchi, affamati e scorgono tra i cespugli alcune mucche, animali sacri ad Apollo e perciò intoccabili. Neppure Ulisse riesce a fermare i suoi uomini che inseguono le mucche e le uccidono per nutrirsene scatenando l’ira di Apollo che porterà alla morte dell’equipaggio.

Unico superstite Odisseo, che approda nell’isola della solitaria Calypso, la quale era costretta dal padre a vivere in totale solitudine nell’isola di Ogigia, perciò relegata ai confini del mondo. Tra i due nasce una storia d’amore che durerà sette anni.

Il viaggio di Ulisse a questo punto continua su una zattera di fortuna ma l’odio di Poseidone nei confronti di Ulisse, reo di avergli accecato il figlio Polifemo, lo farà naufragare nella terra dei Feaci.

Qui termina il racconto di Ulisse ad Alcinoo, che lo aiuterà a ritornare nella sua Itaca. Una volta arrivato in patria, Ulisse si traveste da mendicante e chiede ospitalità ad Eumeo, un umile porcaro rimastogli fedele dopo tanti anni, che gli racconta della tirannia imposta dai Proci alla moglie Penelope.

In mezzo alle continue prepotenze dei Proci che pretendono di regnare su Itaca, Penelope indice una gara con l’arco di Ulisse per scegliere un nuovo re. La donna sposerà solo chi saprà tendere l’arco del marito.

Mentre i Proci falliscono miseramente, Ulisse supererà facilmente la prova.